Dei Sepolcri
Opera di Foscolo
E’ un Carme scritto nel 1806 in cui si celebra il particolare valore del CULTO DEI MORTI sia per l’individuo che per la società.
Ugo Foscolo ha una concezione MATERIALISTICA della vita, cioè non crede che l’anima possa sopravvivere dopo la morte e quindi per lui la TOMBA rappresenta l’unico luogo in cui possa avvenire un colloquio tra vivi e morti.
La memoria dei morti, soprattutto se hanno condotto una vita eroica, deve spingere i vivi all’azione, delle grandi gesta e a seguire esempi di virtù e coraggio.
Il Sepolcro, quindi, ha stessa funzione della poesia, cioè quella di tramandare la memoria degli eroi del passato e a conservare in eterno il loro ricordo.
L’OCCASIONE E LA COMPOSIZIONE
L’occasione che spinge Foscolo ad affrontare il tema dell’importanza delle tombe gli viene offerta dall’emanazione da parte di Napoleone dell’Editto di Sain-Cloud che prevedeva la sepoltura dei morti fuori dalle mura cittadine e vieta qualsiasi tipo di monumento funebre.
Foscolo affronterà il tema con altri poeti del suo tempo, in particolare con Ippolito Pindemonte a cui sarà dedicata l’opera.
Nell’opera Foscolo sostiene la funzione positiva delle tombe come luoghi di memoria privata e personale, ma soprattutto civile e patriottica.
L’opera è divisa in 4 parti:
I parte: si sofferma sull’illusione della tomba,capace di offrire ai cari dell’estinto la consolazione della memoria
II parte: affronta la storia e la differenziazione dei culti funebri
III parte: funzione civile e culturale delle tombe dei grandi uomini
IV parte: la morte porta giustizia nel mondo e la poesia rende eterni i valori di una civiltà.
R.B Si invitano gli studenti a ricercare sul testo in uso il Carme Dei Sepolcri e a leggere dal vv 1 al vv 50.
Seguiranno esercizi ed approfondimenti
